Fissata per il 31 Marzo: è l’occasione giusta per ricordare perchè è ormai irrinunciabile prendersi cura dei dati.

 

Se il gioco si fa duro… proviamo almeno ad arrivarci preparati!

E’ di qualche giorno fa la notizia di un triplice attacco ransomware contro l’Italia. Qualcuno si sarà trovato, ad esempio, nell’impossibilità di acquistare i biglietti di Trenitalia. Questo  perchè Trenitalia, anzi in dettaglio RFI, è stata colpita da un attacco del ransomware Hive che è dilagato nella rete (nella quale si annidava, pare, da giorni) e ha iniziato a criptare tutti i dati. Il team IT di Trenitalia è stato costretto quindi a sospendere una parte del servizio di acquisto dei biglietti ed ad obbligare alla disconnessione dipendenti da remoto e in ufficio. Un bel danno per un intero paese, che vede colpita una infrastruttura essenziale. Nella stessa giornata Confindustria Catania e l’azienda Crich sono colpite dal ransomware LockBit 2.0 che in Italia è molto attivo. In tutti questi casi, l’eventuale assenza di un backup o peggio ancora, un backup male organizzato finito anch’esso criptato, potrebbero obbligare a lunghe sospensioni dell’attività, con gravi perdite economiche.

In tutti questi casi contano e conteranno tutte le protezioni e i sistemi anti intrusione che saranno allestiti (e per le quali il CERT-AGID e l’Agenzia Nazionale di Sicurezza cibernetica forniranno e hanno fornito specifiche indicazioni), ma lo strumento che consente infine il ripristino delle reti e dei servizi, quindi la possibilità di tornare a trattare dati, è il backup.

Il triste primato italiano dei cyber attacchi

L’anno scorso è stato un anno molto difficile per l’Italia dal punto di vista della sicurezza informatica: un report di Trend Micro ci inchioda al quarto posto nel mondo nella classifica dei paesi più colpiti da attacchi informatici. Lo stesso report di mette primi in Europa per attacchi malware e quarti nel mondo.

Questo non vuol dire affatto che si debba disperare, ma che occorre ormai prendere atto come la sicurezza informatica e in dettaglio la sicurezza dei dati (da intendere prima di tutto come la protezione della loro integrità) siano ormai imprescindibili.

Il World Backup Day ai tempi dello smart working

In tutto questo scenario va considerato il nuovo protagonista del mondo del lavoro: lo smart working. Che se da una parte ha consentito a molte aziende di rimanere operative anche in pandemia, ha di contro imposto nuovi superfici di attacco, tra accessi da reti esterne all’uso di dispositivi personali dei lavoratori, cancellando nei fatti i confini fisici dello spazio aziendale da proteggere.

 

Il GDPR e l’articolo 5

Il GDPR, cogliendo la centralità che i dati e il loro trattamento ricoprono ormai nelle nostre vite, è esplicito sul tema:

“I dati personali sono trattati in maniera da garantire un’adeguata sicurezza, compresa la protezione, mediante misure tecniche e organizzative adeguate, da trattamenti non autorizzati o illeciti e dalla perdita, dalla distruzione e dal danno accidentali (“integrità e riservatezza”).

In breve il backup è ormai un obbligo legale, oltre che uno strumento di protezione aziendale.

DPC Computer mette a disposizione dell’impresa una serie di  strumenti che sfruttano le migliori tecnologie per mettere in sicurezza i sistemi critici e, allo stesso tempo, per avere a disposizione un ecosistema completo che permette di gestire tutte le informazioni in maniera semplice ed efficace.

L’architettura del sistema di backup su cloud è pensata per adattarsi a ogni esigenza attraverso un approccio differenziato, impostato su tre diverse modalità di archiviazione:

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